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QUI SEGNALIAMO LE PRODUZIONI DI CUI APPREZZIAMO LA BUONA QUALITA'.

Intendiamo riferirci soprattutto alla buona qualità dei prodotti, ma se e quando le riscontriamo con sufficiente certezza anche ad altre peculiarità dell'azienda. 

Oggetto delle nostra analisi non saranno le caratteristiche personali degli Imprenditori o Dirigenti che reggono le aziende segnalate, bensì i risultati realizzati e la soddisfazione della clientela. 

L'inserimento, in questa sezione del nostro sito di aziende e/o dei loro prodotti viene deciso a nostro insindacabile giudizio e senza richiedere contributi o autorizzazioni.

Le aziende che, eventualmente, non gradissero d'essere segnalate, possono chiederci la cancellazione della nota che le riguarda.


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VIVACITA' INTELLETTIVA E INTUITO


Vivacità intellettiva
La vivacità intellettiva è la rapidità e la flessibilità con cui l'individuo recepisce gli stimoli del mondo esterno, li capisce, li assimila, li elabora, li associa tra loro e infine reagisce alle sollecitazioni. Questo comporta:

- prontezza nelle reazioni e nell'apprendimento,

- capacità di adattare l'esperienza passata alla situazione attuale,

- abilità a cogliere l'essenza in una situazione complessa,

- attitudine a risolvere problemi nuovi.

Intuito
L'intuito si inquadra in questo contesto di prontezza intellettiva, e costituisce una forma di "pre-comprensione" cioè di conoscenza immediata della realtà.

Viene favorito dalla rapidità ricettiva, di comprensione e associativa, e li influenza a sua volta. L'intuito stesso cioè facilita l'immediatezza di tutti questi processi, come pure la prontezza nel cogliere l'essenza delle cose, la sveltezza e l'originalità nella risoluzione di problemi.

Si noti che, affinché la vivacità intellettiva dell'individuo sia realmente costruttiva, l'intuito deve interagire in modo armonico col ragionamento, che elabora e sottopone a verifica le intuizioni.
 
 
da  analisigrafologica.it
 

 

SAMMONTANA

UNA STORIA ITALIANA

All'inizio degli anni '40 Romeo Bagnoli si guadagnò un'ottima reputazione per il gelato della sua latteria-gelateria di Empoli.

Per farlo più buono usava un latte di prima qualità proveniente da una fattoria vicina che si chiamava Sammontana, e che finì con il dare il nome alla gelateria e poi all’azienda che nacque. Nella primavera del 1948 il figlio maggiore di Romeo, Renzo, trasformò la piccola gelateria in un vero e proprio laboratorio artigianale.

Da lì ebbe inizio la storia di quella che oggi è una delle realtà più importanti sul panorama nazionale per la produzione del gelato. Una storia fatta di scelte lungimiranti ed all'avanguardia come l'acquisto di nuovi macchinari all'estero, un rapporto stretto con i venditori e soprattutto, per primi assoluti, la proposta di mettere i primi banchi frigo nei bar.

Nel 1970 nasce il Barattolino, un'idea rivoluzionaria nel mercato italiano: per la prima volta il mantecato entra nelle case in confezione famiglia. Agli inizi degli anni '80 Sammontana è ormai presente in tutta Italia. Oggi l'azienda di Empoli è la più grande realtà italiana nel campo del gelato dietro alle aziende multinazionali. Un successo reso possibile da un continuo impegno nella creazione di gelati che mantenessero il tipico gusto italiano assicurando il massimo della qualità. E' così che nascono prodotti come Barattolino, Coppa Oro, Prezzemolo e Cono Cinque Stelle, gelati che appassionano gli italiani e regalano emozioni. OGGI

L'affermazione della Sammontana è stata costante e crescente nel tempo. L'azienda nata dalla latteria del signor Romeo Bagnoli è diventata una realtà operativa capace di sviluppare un fatturato lordo complessivo superiore ai 250 mln annui, dove in stagione lavorano circa mille persone in un'area produttiva di circa 70.000 mq ed è tuttora diretta dalla famiglia Bagnoli.

I fattori di successo sono semplici: assoluta garanzia di qualità su tutto il processo produttivo ad iniziare dalla scelta delle materie prime, alta tecnologia degli impianti, innovazione continua, che deve anticipare e soddisfare i desideri dei consumatori, prestando loro la massima attenzione. Grazie a questo modo di operare, Sammontana rappresenta adesso la terza realtà del mercato italiano del gelato industriale, la più grande azienda di gelato a capitale totalmente italiano; dopo Algida-Unilever e Motta-Nestlè, due realtà multinazionali, troviamo infatti Sammontana, che copre circa tredici punti del mercato totale di gelato industriale in Italia.

L'azienda toscana è stata inoltre la prima ad essere certificata in questo settore produttivo: l'attestato ISO 9001 di conformità agli standard qualitativi più avanzati e rigorosi della CE è stato conseguito fin dal 1997.

Notizie riprese dal sito: www.sammontana.it

 

AGGIORNAMENTI gennaio 2011

Sammontana: storia di un manager di successo

Leonardo Bagnoli, amministratore delegato di Sammontana, ha iniziato dal basso: scaricava il gelato e mentre studiava si recava in azienda per partecipare e ascoltare le riunioni
Empoli, 1 dicembre 2010 - Leonardo Bagnoli, figlio del presidente del gruppo Sammontana, Loriano, è entrato in azienda dopo la laurea in economia e commercio (1999) e un anno presso la società di revisione dei bilanci Deloitte & Touch. "E’ stato importante, come futuro imprenditore, fare il dipendente per capire come vengono vissute le decisioni prese dall’alto". Leonardo è da 10 anni in azienda ed è partito dal basso, scaricando le scatole di gelato dai furgoni per capire le esigenze dei clienti. Poi ha lavorato in vari settori dell’azienda, in particolare nella filiera della distribuzione. "Sollevavo problemi reali, non ero il figlio di papà che voleva mettere bocca nella gestione dell’azienda".

Dal 2002 è stato responsabile della pianificazione e controllo. "Mi sono impegnato per ammodernare le procedure e i supporti tecnici e per integrare i due uffici attraverso il coinvolgimento degli addetti". Nel 2007 è diventato direttore della pianificazione. L’anno successivo è stato nominato amministratore delegato della Sammontana e dal 2009 ricopre lo stesso incarico a GranMilano, la società dei marchi Sanson e Tre Marie nel frattempo acquisita dall’azienda empolese, che oggi opera negli stabilimenti di Empoli, Vinci, Milano (2), Verona e Pomezia.

"Per me è stato normale entrare nell’impresa di famiglia, visti i miei interessi, anzi si potrebbe dire passione: già durante gli anni dell’università andavo in azienda e partecipavo alle riunioni, per ascoltare". Leonardo ha quindi visto all’opera gli artefici dello sviluppo della società di via Tosco Romagnola: gli zii Renzo e Sergio e il padre Loriano. "La mia intenzione è stata quella di continuare nell’impegno della famiglia nella gestione della Sammontana, il terzo gruppo industriale italiano del gelato (alle spalle dei marchi di due multinazionali), a partire dalla volontà di far rimanere l’industria a Empoli".

Il grande banco di prova per Leonardo è stato il trasferimento a Milano (4 giorni alla settimana) per gestire GranMilano, dove l’amministratore delegato aveva dato le dimissioni. "L’acquisizione è stata dettata dalla coerenza: la mia famiglia è partita da un bar e anche Tre Marie di Enzo Ricci e Sanson di Teofilo Sanson avevano alla base analoghe storie di imprese familiari". Dopo aver scontato qualche incomprensione iniziale (il giovane toscano che arriva nell’azienda milanese), le cose sono andate per il verso giusto. "Dal primo gennaio sarà operativa la fusione di GranMilano in Sammontana. Si accorcia la ‘catena di comando’ del gruppo, ma dovrò continuare ad andare per buona parte della settimana a Milano". Leonardo Bagnoli fa anche una previsione. "L’estate 2010 è stata la più piovosa degli ultimi 100 anni, quindi abbiamo venduto meno gelato e ciò inciderà sui risultati di bilancio".

Bruno Berti

http://www.lanazione.it

 

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Leonardo Bagnoli/Gran Milano: più che ritorni immediati, ritorni strategici. La creatività è tutto
14/10/2010


Che la marca faccia la marca, il che significa anche comunicazione e pubblicità. E che l’imprenditore faccia l’imprenditore, ossia sappia guardare al lungo, dimenticandosi quasi dell’immediato Roi, in nome della costruzione di valore. Consci che in tutto questo la creatività c’entra eccome. Di più, è fondamentale, ma sul prodotto, sul marchio, sulla comunicazione, non sui bilanci. Che il gruppo Sammontana non teme. Convinto che l’acquisto di Gran Milano, nel 2008 da Barilla, si doveva fare e si rifarebbe. Perché ha evitato l’entrata nel mercato italiano di qualche straniero e perché ha permesso di crescere. Nel gelato, dove sarebbe stato impossibile in modo autonomo, di qualche punto (aggiunto da Sanson al 14% di Sammontana) e nella croissanterie surgelata arrivando al 50% di quote (grazie all’unione di Tre Marie e Pasticceria, il brand Sammontana). Mentre nei panettoni l’orgoglio va alla differenza tra i 3 punti a valore e i 6 a volume. Riferendosi ovviamente alla nicchia ‘alto di gamma’ occupata da Tre Marie.

Al microfono di youmark Leonardo Bagnoli, ad GranMilano, incontrato ieri a Milano, in occasione della presentazione di ‘Panettone a due voci', progetto a firma Tre Marie per celebrare il Natale all’insegna di una tradizione che si rinnova. Grazie alle due stelle Michelin Carlo Cracco e Davide Oldani, infatti, lo storico dolce rinasce in ricette inedite, appropriandosi il primo della versione salata, il secondo della classica. Ne è nato un libro, edito da Giunti, che sarà in vendita nelle migliori librerie, nonché in versione ridotta inserito all’interno delle confezioni Tre Marie.


http://www.youmark.it/article/27324/interviste-Leonardo-Bagnoli

 

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Empoli
 
Sammontana-GranMilano, i numeri della maxi-operazione

Il CorSera spiega alcuni dettagli. Oltre a Tre Marie, Sanson e Mongelo, anche l'affitto degli storici brand Ringo e Togo?

10/06/2008 - 12:26

Emergono alcuni particolari sull’operazione finanziaria che porterà a breve la Sammontana ad acquisire, da Barilla, il gruppo ‘GranMilano’. Secondo il Corriere della Sera, che oggi dedica un articolo nelle pagine di economia a questa trattativa, oltre ai prodotti dolciari delle Tre Marie, ai gelati Sanson e al marchio Mongelo l’affare dovrebbe prevedere anche un contratto di affitto dei marchi Ringo e Togo, due brand storici della Pavesi.

Per il CorSera l’impegno per la famiglia Bagnoli sarà importante anche dal punto di vista del debito visto che, a quanto pare, l'esposizione finanziaria aumenterà sia per l'operazione sia per i finanziamenti necessari a pagarla. Senza dubbio siamo comunque di fronte a un balzo importante nel panorama industriale italiano che Sammontana sta facendo dopo aver sbaragliato la concorrenza. Ricordiamo infatti che nella short list erano presenti anche 21investimenti dei Benetton e il fondo Oaktree. Dopo la defezione di Oaktree, è stata la volta dei Benetton.
Tra l’altro a seguire l’operazione per la famiglia Bagnoli è stata Mediobanca, Goldman Sachs ha invece assistito Barilla.
Si è parlato di un business da 190 milioni di euro ma GranMilano incorpora anche un debito di circa 80 milioni, quindi il cash di Guido Barilla sarà di 110 milioni.

Secondo gli ambienti finanziari il giro di affari del gruppo Tre Marie si aggira intorno ai 150 milioni con un margine operativo lordo di 25 milioni.

Considerando che il fatturato di Sammontana si aggira intorno ai 250 milioni di euro l’acquisizione in corso da parte della famiglia Bagnoli porterebbe il gruppo dolciario empolese a circa 400 milioni di vendite. L'ingresso in Borsa potrebbe essere ormai alle porte.

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Sammontana-GranMilano: prima azienda del gelato a capitale italiano

Il gruppo della famiglia Bagnoli diventa leader nel settore croissanterie.

Loriano: "Investire per non sparire"

04/07/2008 - 18:44

La Sammontana si è trovata di fronte a un bivio. In un momento non certo esaltante per il proprio settore aveva due possibilità: frenare, e magari mollare tutto, o accelerare, cercando di superare di slancio la crisi.
La famiglia Bagnoli ha scelto la seconda opzione. Ha scommesso forte sulla propria esperienza, sui propri valori e ha fatto quello che da sempre fa: investire.
Certo è che stavolta il passo è stato davvero importante, lo si potrebbe definire senza esagerare un balzo nel settore del 'freddo', come lo chiamano loro, ma non solo.
L'acquisizione di GranMilano era ormai solo da ufficializzare, il 'closing', cioè il passaggio definitivo delle azioni da un'azienda all'altra si è compiuto, di fronte a uno stuolo di professionisti, avvocati, funzionari di banca, e ai vertici di Sammontana e della Holding Barilla, lo scorso venerdì 25 agosto.
A distanza di una settimana la famiglia annuncia di essere diventata l'azienda leader nel settore croissanterie.
"Un nuovo traguardo - si legge nel comunicato stampa - nel segno di una grande tradizione imprenditoriale italiana", a noi piace aggiungere anche 'toscana ed empolese'.
"La crisi la avvertiamo anche noi. Ma proprio in una situazione così delicata ci siamo trovati di fronte a una scelta.  Tornare indietro o andare avanti. Noi abbiamo deciso di proseguire il nostro cammino partito nel 1948 grazie a mio fratello Renzo". Queste le parole del presidente del gruppo Sammontana Loriano Bagnoli.
E' la storia di una famiglia di imprenditori che a sessant'anni dal primo passo importante e decisivo, la trasformazione della latteria del padre Romeo in un laboratorio artigianale, intuizione del figlio maggiore Renzo, continua a guardare al futuro nel segno della tradizione e dell'unità familiare.
Non è un caso se oggi, nel salone della sede di via Tosco Romagnola, a fianco di Loriano ci fossero il nipote Marco, figlio di Renzo, amministratore delegato, la figlia Caterina che si occupa di Marketing, e l'altro ad Leonardo. Erano supportati dalla professionalità del direttore operativo Vincenzo Grillo e del direttore amministrativo Stefano Giusti.
Tutti insieme per spiegare il perché.
Perché la famiglia Bagnoli ha deciso di tirar fuori dalle proprie tasche 80 milioni di euro e di cercare finanziamenti per gli altri milioni di euro necessari che sono arrivati da MedioBanca e da Mps Capital Service.
I numeri che, a cascata, derivano da questa operazione sono di primo livello.
GranMilano che al suo interno contiene Tre Marie, Sanson e Mongelo, ha un fatturato di 152 milioni di euro.
La fetta più grande arriva dalla croissanterie congelata (66) e dal settore ricorrenze/forno (22 - panettone. Pandori-colombe)   di Tre Marie, quindi i 49 milioni dei gelati Sanson e poi i 9 del pranzo e snack di Mongelo.
A questi numeri adesso si aggiungono quelli di Sammontana che ha un fatturato pari a 188 milioni, 135 dai gelati, 46 dalla croissanterie della Pasticceria Leonardo di Mercatale di Vinci, 7 milioni dal pranzo e snack di MonChef.
I conti sono presto fatti. Sono numeri da Borsa Italiana.
"Ancora è presto - dicono all'unisono i Bagnoli - siamo entrati da appena una settimana negli stabilimenti di GranMilano. Adesso è il momento di conoscere, capire e lavorare per la crescita globale di ogni singolo marchio che ha la sua ragion d'essere. E' vero i numeri sono da Borsa, ma ogni passo necessità dei suoi tempi".
Così come questa operazione ha avuto bisogno di qualche anno prima che si concretizzasse: "E' da anni che ci pensiamo e finalmente è realtà - spiega Marco Bagnoli - non è un business speculativo. Abbiamo acquisito aziende che hanno la stessa nostra genetica, ovvero sono nate da pionieri dell'industria italiana. Che hanno alle spalle una cultura per la marca, per la qualità dei prodotti . Un'eredità che noi cercheremo di custodire con tenacia".
Tornando ai numeri con questa acquisizione Sammontana assume il controlli di 4 stabilimenti: due a Milano, uno in provincia di Verona (Colognola ai Colli) e uno e Pomezia in provincia di Latina, per un totale di 750 persone. Nel complesso oggi Sammontana rappresenta un gruppo da quasi 1600 dipendenti se si aggiungono le 600 persone di via Tosco Romagnola a Empoli e le 200 persone che a Mercatale di Vinci producono 1milione di brioche al giorno. Le porzioni prodotte da Sammontana sono invece 450 milioni all'anno.
Il mercato del gelato adesso vede la Unilever sempre leader con una fetta del 43% della torta a disposizione, poi al 24% troviamo la Nestlé, ma con questa operazione la Sammontana arriva al 20%, prima azienda a capitale completamente italiano.
La concorrenza di questi due colossi ha pesato su molto sulla decisione di fare un passo da 190 milioni di euro: "Senza l'acquisizione di GranMilano saremo andati in difficoltà. Ripeto, la situazione economica non è eccezionale e in più il consumo del nostro prodotto principale, il gelato, da parte della clientela è legato al clima. Il caldo vero è iniziato a fine giugno. Questo tipo di cambiamenti può rendere un'annata negativa o positiva. Ingrandirci ci offre più stabilità. Se uno dei nostri concorrenti avesse fatto la nostra stessa mossa saremmo andati davvero in difficoltà". Insomma anche una scelta di sopravvivenza.
Leonardo Bagnoli spiega in un ossimoro lo stato d'animo della famiglia: "Siamo felicemente preoccupati. Felici e soddisfatti perché l'operazione è andata a buon fine. Preoccupati perché adesso arriva il difficile. Il lavoro è tanto , così come le nostre motivazioni. Siamo industriali e non finanzieri. E' nostra intenzione sviluppare questa impresa e non usarla. Anche per questo dico che i 4 stabilimenti e le persone che vi lavorano hanno senso di esistere. Hanno una loro produttività e non abbiamo alcuna intenzione di fare rivoluzioni".
Se per il gelato Sammontana è sul terzo gradino del podio, adesso per la croissanterie e per i prodotti congelati da forno è 'medaglia d'oro': "Con questa mossa - spiega ancora Leonardo Bagnoli - riusciremo a equilibrare la storica stagionalità che contraddistingue il nostro business, legato anche  a fattori climatici".
Inoltre c'è la grande novità delle 'ricorrenze' (panettoni, pandori e colombe), un mercato sconosciuto alla Sammontana ma il marchio di Tre Marie è una garanzia di altissima qualità.
Tra l'altro alla soddisfazione per l'operazione GranMilano si è aggiunta la vittoria in una disputa con la Coca Cola che, per uno dei suoi ultimi spot 'Coca Cola Zero', aveva utilizzata un'idea molto vicina a uno spot della Sammontana per il suo Cinque Stelle. La Sammontana con la pubblicità ideata dall'agenzia Armando Testa aveva  protagonisti un paio d'occhi e una bocca. La Coca Cola due lingue e un occhio. Ebbene la Coca Cola (agenzia Wieden+Kennedy di Amsterdam) è stata costretta a cambiare il filmato togliendo l'occhio.
"Ma non pensate che da questa storia abbiamo ricavato un euro" - ricorda Leonardo sorridendo.

http://www.gonews.it/articolo_18474_SammontanaGranMilano-

REGINELLA D'ABRUZZO

La Storia.

Oltre cent'anni fa, in Abruzzo, aveva origine una storia che, come ogni grande impresa, è fatta di uomini e passioni. E’ la storia del caseificio Reginella d’Abruzzo che ha saputo conciliare le caratteristiche di una produzione industriale con quelle di una tipica lavorazione artigianale per raggiungere quell’obiettivo di qualità e costanza che oggi ne fa un’azienda leader a livello nazionale.

La storia di Reginella d’Abruzzo si lega inscindibilmente alla vita della famiglia D’Amico e del suo fondatore Venanzio.

Agli inizi del secolo Venanzio, originario di Campo di Giove, comincia ad operare nella pastorizia divenendo un piccolo produttore di formaggi freschi e stagionati. Ben presto l’arte e la passione si trasmettono al figlio Paolo che nel 1947, affiancato dai figli Filippo, Mario, Angelo e Salvatore, si trasferisce in Puglia dando vita ad un nuovo capitolo. Nasce l’azienda casearia “Paolo D’Amico & Figli”, prima attività a livello industriale della famiglia D’Amico nella città di Siponto, in provincia di Foggia.

Nel 1963 Filippo torna in Abruzzo e precisamente a Sulmona che diviene sede dell’azienda casearia “Reginella d’Abruzzo ”.
In questo incontaminato scenario naturale, nell’Abruzzo “Regione Verde d’Europa”, nella fertile Valle Peligna, una sola costante accompagna la sua attività, la ricerca spasmodica della qualità, dell’alta qualità, vera e propria missione.

Missione raccolta dai figli di Filippo: Paolo, Simone ed Incoronata che, al passo con i tempi, hanno affiancato all’abilità artigianale, all’arte tradizionale dei casari abruzzesi, la voglia di crescere, la naturale tendenza all’innovazione, il ricorso alle più moderne tecnologie, l’adeguamento alle normative CEE, un’attenzione meticolosa ad ogni fase della lavorazione del latte.

 Nel moderno caseificio, realizzato nel 1996, sono ancora i “tempi di un tempo” a dettare i ritmi di lavorazione, a scandire gesti apparentemente semplici eppure appresi negli anni con dedizione.

Sulla scia di questa invidiabile esperienza, l’Azienda ha saputo trarre il meglio da attrezzature all’avanguardia per tramandare, salvaguardare e consolidare i propri principi produttivi,invariati ormai da quattro generazioni; il primo fra tutti è l’ostinata ricerca di perfezione, caratterizzante ogni azione firmata “D’Amico”.

Nel 1974 Reginella ha ricevuto l’ambito premio “Mercurio d’Oro”, a testimonianza della propria organizzazione e professionalità, valorizzazione della capacità e dell’impegno di un azienda che contribuisce a formare l’identità di un paese.

E la storia continua….

Il caseificio Reginella d’Abruzzo è la perfetta sintesi tra tradizione ed esperienza dove antica maestria e moderne tecnologie si fondono per dare un prodotto unico e prelibato interamente “made in Italy”.

La famiglia D’Amico, da sempre a capo di questa azienda, realizza latticini e formaggi senza eguali capaci di conservare l’antico sapore e la sana genuinità di altri tempi. In un incontaminato scenario naturale, nell’Abruzzo “Regione Verde d’Europa”, il moderno caseificio di Sulmona lavora ogni giorno latte proveniente dai vicini pascoli; qui nascono le fresche mozzarelle, il fior di latte, le scamorze passite e affumicate, e i formaggi tipici (caciocavallo, caciotta e ricotta).

La nostra forza, il legame con il territorio; la nostra maestria, l’arte della lavorazione ereditata di generazione in generazione; la nostra missione, da sempre, garantire altissima qualità.

Moderna la tecnologia antica la maestria.

Nelle morbide e saporite mozzarelle, negli appetitosi formaggi stagionati, tecnologia e abilità artigianale firmate Reginella si esaltano a vicenda: un amalgama perfetto dai risultati ogni volta sorprendenti.

Sulla scia di un’invidiabile esperienza, i maestri casari Reginella hanno saputo trarre il meglio da attrezzature all’avanguardia per rendere i formaggi più buoni, sani, genuini.

Nel moderno caseificio la lavorazione del latte, rigorosamente fresco di giornata, e condotta in ambienti dove l’igienicità e gli standard produttivi sono rispettati alla lettera.

Sono ancora “i tempi di un tempo” a dettare i ritmi di lavorazione, a scandire gesti apparentemente semplici eppure appresi negli anni con dedizione.  Modellare l'impasto di latte, caglio e sale nelle forme ereditate dalla tradizione, e il quotidiano segreto che ha portato le specialità Reginella sulla bocca di tutti.

note riprese da. www.reginelladabruzzo.it

Aggiornamento gennaio 2011.

Azienda Oggi

Oggi il timone dell’azienda è nelle mani della nuova generazione, i figli di Filippo: Paolo, Simone ed Incoronata che, al passo con i tempi, hanno affiancato all’abilità artigianale e all’arte tradizionale dei maestri casari, voglia di crescere e di innovare, creando così un punto di incontro tra passato e presente, con lo sguardo costantemente rivolto al futuro.

Sulla base della tradizione, vengono pensati e realizzati prodotti innovativi e versatili, con un pack accattivante, frutto della creatività e della passione di chi ama questo lavoro.

Mission
Garantire a tutti i nostri clienti prodotti di altissima qualità, eccellenti, dal sapore antico, rispettando e valorizzando sempre il territorio.

Vision
Contribuire allo sviluppo del mercato e diventare un rappresentante del Made in Italy, sinonimo di qualità ed eccellenza, attraverso la promozione dei prodotti Reginella d’Abruzzo oltre i confini nazionali.
 

Reginella d'Abruzzo srl - Via Aroto, 1 - 67039 Sulmona (AQ) Italia - tel. +39.0864.33419 - fax +39.0864.56579

http://www.reginelladabruzzo.it/aziendaB.htm

 

 

 

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Economia

14/01/2012 - Il caso

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