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Slow Food e il suo manifesto politico per una nuova agricoltura in Europa

Produttori


Slow Food e il suo manifesto politico per una nuova agricoltura in Europa


Il documento è stato inviato ai segretari dei partiti che hanno presentato liste per le prossime elezioni europee, affinché lo facessero proprio i singoli candidati


Ugo Stella

28 Maggio 2009


Il manifesto è un appello a favore delle produzioni di qualità e basata sulla difesa delle tipicità regionali, sulla sostenibilità ambientale e sul perseguimento dell'equità dei rapporti e della distribuzione dei redditi.  Tutti temi di grande rilevanza programmatica a livello europeo.
Il documento, che è stato inviato ai maggiori partiti con l'invito a diffonderlo, è a disposizione di tutti i candidati sul sito internet di Slowfood. Coloro i quali lo condivideranno potranno dare la propria adesione inviando una e-mail all'indirizzo centrostudi@slowfood.it con i contatti completi del firmatario.
Qualche giorno prima delle elezioni sarà pubblicato l'elenco di chi ha sottoscritto il documento.

L'agricoltura deve diventare centrale nell'attività UE
"Queste elezioni - dichiara Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia - cadono in un momento storico particolare: la grande crisi che stiamo vivendo ci invita a ripensare i nostri stili di vita e il nostro agire quotidiano. L'alimentazione, intesa non solo da un punto di vista nutrizionale, ma anche e soprattutto nella sua visione più ampia che tocca vari aspetti, dall'agricoltura ai cambiamenti climatici, riveste un ruolo importantissimo. Queste tematiche riguardano tutti, sia i produttori che i consumatori, da considerare non più come realtà contrapposte ma come alleati. L'agricoltura deve diventare centrale nell'attività dell'UE, perchè le decisioni prese dal parlamento europeo influenzano la vita degli stati membri non solo a livello di produzioni agroalimentari, ma più in generale di qualità della vita."
 
da gdoweek.it


(Ugo Stella - 30/09/2009 0.00.00)
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SPENDERE BENE E' COME GUADAGNARNE DI PIU'

VACANZE

Il mare

I cinque luoghi scelti da Umberto Pelizzari


Santa Teresa di Gallura
 
 
«Santa Teresa di Gallura. Ci vivo, è il mare dove sono nato». All’anagrafe Umberto Pelizzari ( www. umbertopelizzari. com ), un record mondiale in tutte le discipline dell’apnea, sarebbe di Busto Arsizio. Ma per questo ocean man (il film realizzato nel 2000 con il rivale storico, Pipin Ferreras) che «dopo molti mari girati» si definisce «subacqueo da Mediterraneo», Santa Teresa è il luogo della rinascita. «È dove arrivai per la prima volta in Sardegna, 25 anni fa: sul belvedere, all’alba, tra colori e profumi. A Capo Testa torno con il maestrale: massi di granito da 50-80 metri, a strapiombo sul mare, tra i posti più carichi di energia vitale che abbia mai visto...».

Lampedusa
 
L’isola dei Conigli
«Lampedusa ( l’isola dei Conigli ), dove mi trovo ora. E dire che sono partito forse un po’ prevenuto, come tutti». Gli sbarchi dei clandestini, le tragedie del mare. «Ho trovato un’isola stupenda, dove la gente si diverte a contatto diretto con la natura. Le temperature restano miti, dentro e fuori dall’acqua, anche a inizio autunno: oggi per esempio mi sono immerso, c’erano 29 gradi e 50 metri di visibilità... Senza contare la grande ospitalità degli abitanti. Un posto in cui tornare».

 

 

Le grotte di Alghero
 
Capo Caccia
Ancora, come era da aspettarsi, nella sua Sardegna. «Le grotte di Alghero, a Capo Caccia. Un azzurro e un cobalto molto forti, il contrasto tra il buio e il bianco di stalattiti e stalagmiti, l’acqua che senti ma non vedi, perché è del tutto trasparente...». Se c’è un posto adatto per un tuffo nell’anima, è questo. «E poi la Grotta del Cervo, e il Cristo degli Abissi a San Fruttuoso», la Liguria tra Camogli e Portofino.

 


La piattaforma del Paguro
 
 
«Nell’Adriatico, il Paguro» ( a fianco dei sommozzatori pronti a immergersi ). Non il crostaceo, bensì un’ex piattaforma metanifera dell’Agip, oggi area protetta in provincia di Ravenna. «Sei lontano dalla costa, e non è l’Adriatico che ti immagini: a volte hai 20-25 metri di visibilità, il mare ha ripreso possesso della struttura, con fauna e flora ricchissime. Un’esperienza affascinante».

 


L’isola d’Elba
 
Capoliveri 
Non solo Sardegna, stavolta: «L’Elba, con il monte Capanne, offre bellissime camminate. E poi la baia di Pareti, sotto Capoliveri ( a sinistra ): sopra si sviluppa la Costa dei Gabbiani, con i suoi sentieri». Senza contare che, proprio a Capoliveri, c’è un centro sub che si chiama Il Corsaro. «Ed è praticamente un museo dell’apnea, con le foto ingiallite di Jacques Mayol». Per conoscere il mare da una prospettiva (ancora) diversa.

 

Umberto Pelizzari
22 agosto 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

da corriere.it


VACANZE
La montagna
I cinque consigli per l'estate di Reinhold Messner


Le Dolomiti
 
Sassolongo
«Le Dolomiti. Le chiamano le 'montagne pallide', l’Unesco ne ha fatto un patrimonio mondiale. Dopo aver visto tutte le vette del mondo, resto convinto che siano le più belle». Reinhold Messner, il primo alpinista ad aver scalato tutti gli ottomila, non è (solo) uomo di record, ma di profonde passioni. Quelle che lo legano alle sue Dolomiti, appunto. «C’è una tensione tra il verde delle malghe e dei boschi di cirmoli, sotto; sopra, i mille metri di parete del Sassolongo, del Catinaccio ( in alto ), della Civetta... Lo disse anche Le Corbusier, del resto: 'Sono le costruzioni più belle del mondo'. Anche mare e montagna, nello stesso momento».

Da Chiusi ad Assisi
 
Chiusi
«Molti anni fa ho rifatto, da Chiusi ( nella foto ) ad Assisi, il cammino che un tempo fece San Francesco. Consiglio a tutti coloro che hanno gambe che funzionano di ripetere questo viaggio, immergendosi nella visione panteistica di questo monaco che in realtà era anche un grande filosofo della montagna». L’Appennino, dunque: «Bellissima montagna, con una cultura contadina forte. Qui gli agriturismi funzionano molto bene, la cucina è semplice e casalinga, di grande fascino».

 

 

Il Monte dei Cappuccini
 
Monte dei Cappuccini
«Ci sono anche montagne da visitare, non da conquistare, per capire la storia dell’alpinismo, l’ecologia, la geologia». Due luoghi, dunque, che sono due strutture museali: «A Torino, sul Monte dei Cappuccini ( a sinistra, www.museomontagna.org ), e a Bolzano, il mio 'museo della montagna incantata' ( www.messner-mountain-mu­seum. it ). Per capire che le montagne non sono solo strutture di pietra o di ghiaccio».

 

 

Il Monte Bianco
 
Monte Bianco
«Il Monte Bianco ( nella foto ), ovviamente. Visto da sud è uno spettacolo grandioso». Il re delle Alpi, insomma, val sempre una visita. «Anche un alpinista anziano come me continua a godere nel trovarsi di fronte questo spettacolo di granito e di ghiacciai, anche se oggi, ahimè, questi ultimi si stanno sciogliendo».

 

 

 

Il Vesuvio e l’Etna
 
L’Etna 
«Le lunghe salite dalla costa alla vetta di vulcani come il Vesuvio o l’Etna ( accanto ). Oppure le rocce della Sardegna: per tutto settembre e ottobre è ancora possibile godersi il mare durante il giorno e dedicarsi, la sera, all’arrampicata». Nella zona dell’Ogliastra, ad esempio, «anche mio figlio ha fatto pareti molto difficili. Ci sono rocce stupende, canyon di cristalli con l’acqua sul fondo». È l’Italia «che ti consente di avere tutto a portata di mano.

 


Reinhold Messner
22 agosto 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 


(da corriere.it - 22/08/2009 0.00.00)
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