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La Nescafé è indagata in Cina per irregolarità nella gestione del sindacato interno.

2008-07-10 08:30


NESCAFE' SOTTO INDAGINE PER VIOLAZIONI LEGGI SINDACALI


 PECHINO - La Nescafé è indagata in Cina per irregolarità nella gestione del sindacato interno. Lo riporta oggi il quotidiano China Daily. Il sindacato municipale di Dongguan, nella provincia meridionale del Guangdong, starebbe verificando se nello stabilimento locale della società siano state violate le regole cinesi in materia.

Secondo la denuncia di alcuni ex dipendenti, il comitato sindacale dello stabilimento era lo stesso da 12 anni. Una violazione della legge cinese che prevede nuove elezioni entro un limite massimo di cinque anni.

"Il sindacato interno non ha mai fatto niente nell'interesse di noi lavoratori - ha dichiarato un ex dipendente - e quando ho chiesto nuove elezioni mi hanno licenziato". Nello stabilimento della Nescafé a Dongguan, aperto dal 1992, lavorano circa 600 persone

da ansa.it


(da ansa.it - 10/07/2008 0.00.00)
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hard discount o supermercati dov'è finita la qualità (ndr)

9/7/2008
 
La stagione degli hard discount
 
 
 
 
 
PIETRO GARIBALDI
 
L’indagine sulla spesa delle famiglie pubblicata ieri dall’Istat mostra che nel 2007 le famiglie italiane hanno ridotto i loro consumi in termini reali. Un fenomeno simile non accadeva dal 2002. Nel 2007 la famiglia media italiana ha speso per i consumi circa 2480 euro al mese. Tenendo conto che nello stesso anno i prezzi al consumo sono aumentati di circa il 2 %, abbiamo ora la certezza statistica che la famiglia media italiana lo scorso anno ha effettivamente ridotto i propri consumi. Dal punto di vista macroeconomico, la diminuzione reale dei consumi è uno dei fenomeni più preoccupanti, poiché nel lungo periodo il livello dei consumi è un indicatore chiave dello standard di vita. Ricordando poi che nel primo semestre 2008 la congiuntura è decisamente peggiorata, il quadro è preoccupante.

Le categorie di spesa più interessanti riguardano gli alimentari e le abitazioni, due categorie di beni che corrispondono a circa il 50% della spesa totale delle famiglie. In aggiunta, gli alimentari sono i beni oggi soggetti a clamorosi aumenti nei prezzi mentre la spesa per abitazioni è la categoria più soggetta al rischio di aumento dei tassi d’interesse, particolarmente rilevante per le famiglie obbligate a pagare tutti i mesi il mutuo sulla casa. Di fronte ad aumenti nei prezzi dei generi alimentari di circa il 10%, non sorprende vedere che le famiglie italiane stanno modificando le loro tendenze. Una famiglia su tre ha esplicitamente dichiarato d’aver limitato l’acquisto di alcuni prodotti alimentari o scelto prodotti di qualità inferiore. Il supermercato rimane il luogo di acquisto preferito, ma ormai il 10 percento delle famiglie dichiara di acquistare i propri beni presso gli hard discount. Le persone sole e anziane sono quelle in maggiore difficoltà: una famiglia composta da un solo individuo di più di 60 anni destina più del 21% della spesa totale ai generi alimentari, mentre una coppia giovane senza figli destina a questi beni soltanto il 14%.

Tra i lavoratori ancora attivi, vi sono grandi differenze a seconda della professione di riferimento del capo famiglia. Liberi professionisti e dirigenti dedicano una quota decisamente minore di operai e disoccupati ai generi alimentari, mentre dedicano maggiori risorse all’acquisto di beni di abbigliamento, calzature, beni di consumo e istruzione. Tutto ciò suggerisce che un eventuale intervento di politica economica destinato ad alleviare i violenti aumenti nel prezzo dei generi alimentari dovrebbe essere molto selettivo e molto mirato.

Oltre ai generi alimentari, la spesa più importante è destinata all’abitazione. Per una famiglia media, il costo incide per circa il 30% del totale della spesa. Quantitativamente, la spesa media per l’affitto è pari a 351 euro al mese, con una differenza di almeno il 20% tra le regioni del Centro Nord e le regioni meridionali. Per i nuclei familiari piccoli, e per gli anziani che vivono soli in particolare, la spesa per abitazione raggiunge quasi il 35 per cento del totale. Per fronteggiare l’emergenza casa, il governo pare intenzionato a elaborare un piano straordinario. Nel dettaglio, sembra che nei prossimi anni verranno messe a disposizione delle famiglie più bisognose centinaia di migliaia di case in affitto per circa 300 euro al mese. Considerando che la rata media di mutuo è pari a 490 euro, la realizzazione di un simile piano casa potrebbe davvero trasformarsi in un vero beneficio. È più che lecito guardare con sospetto a questi grandiosi annunci. Anche se la campagna elettorale è finita da tre mesi, è molto probabile che il mitico piano casa si trasformerà in una semplice promessa al vento.

pietro.garibaldi@carloalberto.org
 
da lastampa.it


(PIETRO GARIBALDI - 09/07/2008 0.00.00)
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