2008-07-12 15:18
Crisi, nei supermarket spesa ora è selettiva
ROMA - La crisi dei consumi arriva anche tra gli scaffali del supermercato.
L'impennata dei prezzi non ha infatti lasciato immune la grande distribuzione e per limitare il caro-spesa il consumatore opta ormai per un carrello più leggero.
E non potendo rinunciare al cibo, gli acquisti diventano anche più attenti e selettivi: per compensare i rincari degli alimentari, infatti, si risparmia su tutto il resto, puntando soprattutto sui prezzi più bassi e sulle promozioni.
"La crisi dei consumi c'é ed è evidente", afferma Federdistribuzione, che rappresenta oltre il 70% della realtà della grande distribuzione in Italia: il consumatore - spiega l'organizzazione - compra meno rispetto ad anni fa e questo accade soprattutto per i prodotti non alimentari. Che non sia un momento particolarmente brillante per la grande distribuzione lo conferma anche Romolo De Camillis, direttore retailer della Nielsen, precisando tuttavia che "non é nemmeno così negativo", visto che supermercati e discount, oltre a beneficiare della situazione un po' critica dei negozi tradizionali, possono anche offrire al consumatore ampie possibilità per risparmiare.
Comunque, se il fatturato della grande distribuzione cresce in termini di valore (+4,8% nei primi cinque mesi dell'anno, secondo i dati Nielsen), questo accade soprattutto grazie all'aumento del prezzo dei prodotti, mentre i volumi sono in calo rispetto al passato (+1,8% tra gennaio e maggio). Quindi nel carrello meno acquisti, ma più ragionati. Quello che certo non manca è il cibo, i cui volumi - spiega De Camillis - non si contraggono: e dal momento che per gli alimentari si spende di più per effetto dell'inflazione, in genere si cerca di compensare modulando le scelte. "Non è cambiata drasticamente la struttura dei consumi - aggiunge - Il cambiamento sta nella capacità di variare le proprie scelte". Tutto dipende naturalmente dalle fasce di reddito, ma in media si delinea la tendenza a puntare soprattutto sui prodotti a prezzi più bassi, anche se di marchi meno noti, sui marchi commerciali (che offrono un prezzo del 20% inferiore ai grandi marchi ma la garanzia del marchio del supermercato) e soprattutto sulle promozioni. Di promozioni, in particolare, se ne fanno sempre di più e con percentuali di sconto in continua crescita: ormai circa un quinto (21,3% nel 2007, contro l'8,1% del 2000) del fatturato della grande distribuzione - precisa Federdistribuzione - è generato proprio dalle promozioni. Anche per i marchi commerciali la crescita è in accelerazione (il 16% del totale del venduto, dal 13,9% del 2007).
Ma vanno forte anche i prodotti che offrono una componente di servizio, ovvero tutto ciò che è già pronto, dall'insalata in sacchetto ai surgelati in busta ai pasti confezionati del reparto gastronomia. Quello che invece cala, secondo Federdistribuzione, sono i prodotti della fascia 'prezzo medio', quelli cioé che non hanno una forte identificazione con il marchio. In flessione, anche il biologico. E con la crisi in agguato, il consumatore a caccia di risparmi sembra aver trovato anche un altro rifugio contro i rincari: il discount, che, conferma Nielsen, è un fenomeno in crescita (tra gennaio e maggio +13,6% rispetto a un anno fa) e dove si acquista ormai ogni tipo di cosa, cibo compreso.
da ansa.it
(da ansa.it - 13/07/2008 0.00.00)