Le ragioni del cambiamento in atto nel "globale", ma anche di conseguenza nel "locale", risollevano un vecchio tema che noi che ci occupiamo di marketing, liberi da "stipendi" vincolanti, conosciamo da tempo.
Cosa significa essere CONSUMATORI ?
Chi corrisponde denaro per beneficiare dei prodotti o dei servizi offerti, NON è un CONSUMATORE.
L’amato Fido, che ‘consuma’ il cibo che quotidianamente mettiamo nella sua ciotola. Lui è un consumatore. Non chi acquista beni o servizi.
Possiamo affermare che in primis siamo CITTADINI.
Se poi provvediamo anche in prima persona agli acquisti personali o per il nucleo familiare, siamo anche ACQUIRENTI, ma solo una parte non prevalente del nostro vivere quotidiano ci vede "consumare" una parte dei nostri acquisti.
Un problema di forma direte?
Affatto.
A mio parere se non operiamo la dovuta distinzione e accettiamo di chiamarci erroneamente e semplicemente consumatori, rischiamo di non essere giustamente trattati da Cittadini che acquistano. Quali invece siamo.
Al punto cui siamo arrivati è fondamentale porci questo concetto sostanziale: come cittadini dobbiamo pretendere rispetto!
BISOGNA PERO’ capire il PERCHE’: che cosa implica questa sostanziale differenza?
Cosa possiamo pretendere come cittadini che acquistano di diverso rispetto a ‘semplici’ consumatori?
Parliamone...
ggg
(ggg - 15/09/2008 0.00.00)