C - CONOSCERE: Per valutare la fattibilità della collaborazione mi si impone di "conoscere" l'azienda o l'ente nelle sue reali capacità economiche e intellettuali, quindi di capire le caratteristiche personali dei Responsabili.
R - REALIZZARE: Molto dipenderà dalle capacità del Titolare il focalizzare la visione evolutiva per il "domani", ma soprattutto per il "dopodomani", dell'impresa. Ipotizzato il progetto per grandi linee con la partecipazione di un ristretto gruppo di interessati, alla definizione del Piano di massima sarà utile la partecipazione di tutti coloro che, ai vari livelli, hanno responsabilità e potere decisionale in azienda. Con loro si imposteranno le strategie e le tattiche, si definiranno gli obiettivi e i tempi in cui "realizzare" il progetto. Soltanto con i Titolari si definirà lo spessore della mia operatività a loro favore.
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MISSION
In estrema sintesi: operare concretamente per ottenere che il Vertice e i Titolari acquisiscano risultati aziendali positivi, duraturi, economicamente fattibili.
OPERANDO IN QUALE VESTE? - QUELLA DEL COACH.
Dopo decenni di Direzione Commerciale presso la grande industria e la successiva esperienza come Amministratore d'una società di Consulenza nella Direzione Aziendale sono convinto sia da rivedere il rapporto e il tipo di collaborazione tra un libero professionista operativo all'interno dell'Azienda ed il Vertice aziendale.
Se la logica operativa che si richiede al Consulente seguiterà ad essere simile a quella di un Dirigente, egli dovrà concentrare e in fondo limitare, la sua azione nel "ruolo" che l'obbliga ad obiettivi limitati esclusivamente al business d'impresa.
In tal modo la vicinanza e l'intesa con il Titolare e con il Vertice dell'Azienda si esprimono solo per aspetti formali. Nulla di più. Questo può creare spreco di risorse e danni, sia all'Azienda, sia al Consulente. Sarà poco utile agire per adeguare le strutture aziendali interne e la rete commerciale senza agire affinchè sia migliore la qualità professionale di ogni addetto.
PER OPERARE IN TAL SENSO LA CULTURA DEL "RUOLO" NON BASTA!
Infatti, spesso, risulta difficile per le persone addette e per il Titolare stesso, riuscire a liberarsi dai vincoli dell'abitudine, dallo stress quotidiano e dalle personali convinzioni sulla realtà a loro visibile.
Specialmente se il Titolare o il Responsabile non comprendono quanto sia utile ed educativo, farsi coadiuvare: delegando ai collaboratori interni le responsabilità delle attività di settore e per quelle più specialistiche chiamando in azienda persone capaci e con esperienze molteplici. In particolare per l'attività di marketing e per tutte quelle che richiedono creatività.
Non entrare in questo ordine d'idee è negativo sempre... in tempi di crisi è drammatico.
L'assistenza di un Coach, capace e forte d'esperienze, portata ad un Titolare che non sia esaurito dalle difficoltà aziendali e personali, farà toccare con mano e in concreto quanto può essere gratificante l'essere "capo dell'impresa", "l'innovare con successo", "l'ottenere buoni risultati" senza compromettere la Buona Qualità della propria Vita.
Indispensabile per i Titolari maturare il desiderio d'effettuare un "balzo" in avanti non solo aziendale ma anche esistenziale.
Il Coach potrà anche impegnarsi nel progettare strategie innovative, eliminare nell'ambiente consuetudini obsolete ed intraprendere nuove azioni di sviluppo... ma porterà benefici all'azienda soltanto se nel contempo riuscirà ad innalzare la personale capacità "imprenditoriale" del Titolare.
Queste riflessioni mi hanno portato alla determinazione che soltanto affiancando il Titolare non più nel ruolo di Simil-Dirigente ma in quello di Coach si giunge ad un armonico innalzamento del livello di soddisfazione aziendale e personale.
Rileggere Platone ha rafforzato questa mia decisione.
La luce del sole (mercato ricettivo), l'aria aperta e le stelle (potenzialità delle idee), i colori dei fiori, il verde degli alberi (i numeri ideali) e tutto il buono e il
bello che esistono fuori dalle Aziende immerse nella "Caverna di Platone", non bastano se non si sanno apprezzare.
Neppure i buoni risultati bastano, se si ottengono nella stagnazione delle idee.
Nell'impresa o nell'ente che non evolve, l'abitudine all'impegno quotidiano, le decine di problemi che si presume debbano essere risolti in prima persona dal Titolare e lo stress che ne deriva, oscurano la visione lucida su quanto siano migliorabili i risultati aziendali... nel rispetto della buona qualità di vita del Titolare.
Occorre che il Titolare esca dal consueto, si liberi da lacci e lacciuoli, rifletta e migliori l'organizzazione del lavoro nell'impresa... e arricchisca la propria capacità d'intraprendere.
Ma farlo da solo è difficile e... non sempre produttivo.
QUINDI?
ALLA CULTURA DEL "RUOLO" DEVE AFFIANCARSI:
LA CULTURA DEI "RISULTATI".
Ho deciso di accettare soltanto incarichi che mi permettano di utilizzare le tecniche in cui sono specializzato, con un rapporto professionale di Coaching rivolto esclusivamente alla persona dei Responsabili, agendo con loro e per loro.
Soltanto attraverso la continua collaborazione al fianco dei Titolari o dei Dirigenti, con un'azione orientata non al "ruolo" ma ai "risultati" e dopo aver ottenuto un buon affiatamento sul piano personale, si può arrivare a traguardi sempre migliori sul piano professionale e aziendale. Quindi ottenere obiettivi che andranno anche a beneficio di una migliore armonizzazione del vivere nell'Azienda.
Questa la mia attività futura.
La mia esperienza di direzione aziendale perfezionata concretamente sul mercato, integrata dalle moderne tecniche del COACHING, verrà offerta soltanto a personalità non "impigrite", che credono con forza nel loro cammino verso il miglior sviluppo compatibile delle loro aziende.
A maggior ragione oggi dovendo superare le problematiche che la metamorfosi mondiale porta in ogni azienda... quindi anche nelle famiglie dei responsabili aziendali.
Le evoluzioni economiche portano opportunità per i più capaci, un Coach ben preparato e ricco d'esperienze concrete, questo lo sa molto bene.
Quindi non sarà soltanto il business l'orientamento prevalente nella mia assistenza professionale, ma il nuovo modo di operare e agire usando strumenti utili alla migliore gestione d'impresa, capace di ottenere anche il miglioramento di qualità di vita delle persone che nell'azienda vivono il loro tempo presente.
La realtà percepita non è reale ma è ciò che appare alla nostra visione... non sempre lucida.
Il modo migliore di vivere la realtà dell'impresa è essere aperti anche alla società che ci circonda e agire nel dare a coloro che lavorano una migliore qualità di vita.
Far crescere la propria azienda a discapito del sociale o deturpando l'ambiente è fare business e sviluppo su fondamenta lesionate sin dall'inizio. Non c'è futuro.
NE POSSIAMO PARLARE SENZA IMPEGNO E NELLA MASSIMA RISERVATEZZA!
ATTENZIONE:
COLLABORAZIONE RISERVATA AD ENTI O AZIENDE DEL NORD-EST.